Amministrazione e Reggenza

La Scuola Media Paritaria "Riccardo Misasi", C.M. CS1MUP500H, ubicata in Cosenza, in via Galliano, 4/d (traversa p.zza 11 settembre - via 24 maggio), operante a breve anche con il Liceo Scientifico, Liceo Classico ed il Liceo Linguistico, fondata nell’anno 2011, si è segnalata, fin dall’inizio della sua attività, scuola di prestigio tra le scuole secondarie inferiori della provincia di Cosenza. Ha gestione privata laica. Da sempre è gestita dall'Istituto Nazionale di Cultura e Solidarietà (INACUS) che amministra la Scuola senza scopo di lucro. Il Reggente della SM "Riccardo Misasi", nonché Presidente della INACUS, e' il Dott. Ing. Claudio Mazziotti (iscr. all'albo al num 2653).

Il Dirigente

La Dirigenza ha competenze scientifico-culturali;
Competenze metodologico-didattiche;
Competenze comunicativo-relazionali;
Competenze organizzativo-gestionali;
Competenze motivazionali.

La Dirigenza non cura direttamente l’insegnamento, ma costituisce un punto di riferimento per tutto il corpo docente che insieme al Reggente seleziona scrupolosamente; valuta con cognizione di causa i risultati del loro lavoro, intervenendo sulla efficacia dell’insegnamento; correggendo didattiche sbagliate e organizzando il lavoro degli insegnanti per ottenere migliori risultati. Promuove l’autoriflessione professionale nei docenti mediante iniziative formative e autoformative.
La Dirigenza si trova al centro di una rete di relazioni (genitori, alunni, docenti, Reggente, territorio). Comunica con tutti e tiene presenti le istanze di tutti.
Il suo lavoro consiste nel far lavorare gli altri, favorendo in essi l’espressione delle loro massime capacità (come l’insegnante con gli alunni).
Controlla quindi l’intera organizzazione scolastica per valutare l’effetto che ogni singolo attore ha sull’insieme della scuola.
La Dirigenza rappresenta insieme al Reggente l’istituzione scolastica e dunque incarna il suo progetto educativo e riconduce ogni attività didattica alla sua finalità educativa.
La Dirigente è garante del funzionamento del sistema (e risponde soprattutto al Reggente).

La Dirigenza della “Riccardo Misasi” è affidata all’ideatrice e cofondatrice della stessa scuola, dott.ssa Stefania  Barrese.

Il Dirigente dei Servizi Generali e Amministrativi

Sovrintende ai servizi amministrativo-contabili e ne cura l'organizzazione.  Ha autonomia operativa e responsabilità diretta nella definizione ed esecuzione degli atti amministrativo-contabili, di ragioneria e di economato, anche con rilevanza esterna.

Perchè Riccardo Misasi

Misasi ha 17 anni e ha appena preso la maturità classica al Bernardino Telesio. Con un anno di anticipo e una pagella tutta di 9 e 10. Appena laureato in legge all'Università Cattolica di Milano con il massimo dei voti torna a Cosenza finché De Mita non lo tira fuori dallo studio del padre avvocato. E Misasi, ancora una volta, brucerà le tappe.
Più volte ministro, ha legato il suo nome alle riforme della pubblica istruzione. Ha guidato la pubblica istruzione.
Concorre alla nascita ad Arcavata di Rende (CS) dell'Università della Calabria sulla base di un modello moderno. Lo statuto, l'atto costitutivo dell'università e gli atti parlamentari testimoniano e ricordano la sua azione. Per sei anni è l'uomo più potente d'Italia. Ma non è solo uomo di potere. Appassionato di pittura, uomo religioso, non ama le vetrine. Alla "passeggiata al corso con famiglia" preferisce le strade secondarie. A casa ha sempre imposto questo stile. Sposato, Riccardo Misasi ha 4 figli che adora. Maurizio, il secondogenito ce ne concede un puntuale dolce e intimo profilo. Tante sono le ragioni che ci legano alla memoria e all'insegnamento di Riccardo Misasi, non ultima l'ispirazione del nostro progetto come del suo impegno politico a un cattolicesimo democratico, pur nell'orgogliosa rivendicazione della laicita' - intesa , cosi' altri hanno detto di lui, come dovere di misurarsi con la storia, di farsi interpellare dalla storia, di risponderle proprio per contribuire a costruirne il percorso.

Una scuola intitolata a Riccardo Misasi nella sua Cosenza, è un riconoscimento dovuto, forse anche tardivo, all'uomo politico e di governo che, come pochi altri, ha rappresentato la Calabria ai massimi livelli e non sempre è stato ripagato dalla gratitudine dovuta, soprattutto per l'impegno continuo e la passione con cui per tanti anni ha coperto importanti ruoli nella politica nazionale.

Il capolinea della sua carriera politica però è amaro. Viene coinvolto in un'inchiesta. I giudici lo prosciolgono "da ogni addebito". Ma lui preferisce rimanere nell'ombra. Per sempre.

Una scelta coraggiosa dunque la nostra, ma motivata dal ricordo e dal rimpianto di una intelligenza acuta, che ha rappresentato in Parlamento e nel Governo gli interessi della nostra Regione. Di un raffinato stratega a Roma, di un generoso dispensatore di speranze a Cosenza.

Di una "comune eccellenza" cosentina.

E coraggiosa sarà indubbiamente la scelta di chi iscriverà i propri figli a questa scuola, nel suo primo anno di esistenza.

A chi crederà in noi, con coraggio e con il desiderio di un audace ritorno ad una scuola di altri tempi, che non disdegna però novità e innovazione
buon anno. Buona frequenza alla Riccardo Misasi.

Stefania Barrese, Dirigente gruppo SOLUTIO e ideatrice Scuola Media "Riccardo Misasi"

Riccardo Misasi (Cosenza, 14 luglio 1932 - Roma, 21 settembre 2000) di Maurizio Misasi

Intitolare una scuola è sempre una scelta che caratterizza e fonda l'orientamento di un cammino. Intestarla a Riccardo Misasi significa proporsi come obiettivo la conquista di nuovi spazi di libertà attraverso la cultura.

Quella di Misasi, infatti, è un'esperienza, vissuta nel solco dell'attenzione allo studio ed alla intelligenza dei fenomeni umani. Misasi ha sempre avuto fiducia nella cultura come strumento del confronto e della crescita dell'individuo, della società e dello stato. La sua stessa brillante esperienza di studente s'inscrive nella nobile tradizione della città di Cosenza, non a caso una volta chiamata l'Atene della Calabria, in una temperie ancora ricca di fermenti intellettuali, di scambi culturali e di confronto tra la città e il mondo.

Ancor più, la sua formazione familiare avvenne in un clima permeato dalla coesione, dall'incontro e dal confronto tra le generazioni, così come dall'abitudine e dal piacere del ragionamento: quasi una novella scuola peripatetica intesa nel senso di procedere insieme ragionando della vita e dell'esperienza dell'uomo.

Eccellente studente del Liceo Telesio di Cosenza, si distinse per capacità e per merito presso l'Università Cattolica di Milano. Qui nacque il sodalizio con Ciriaco De Mita che, in quel vero e proprio laboratorio di idee e pensiero politico che fu la Sinistra di Base, ha caratterizzato una parte importante del suo impegno e della storia politica italiana. Più volte ministro della Pubblica Istruzione, nella salvaguardia della migliore tradizione scolastica e formativa italiana, si è battuto per il rinnovamento della scuola. Il filo conduttore della sua azione riformatrice è stato la promozione di politiche che garantissero efficacemente la parità nell'opportunità degli accessi all'istruzione, così come nella accresciuta possibilità di premialità per il merito. Ne sono testimonianza, tra l’altro, la creazione e diffusione di nuove istituzioni scolastiche, soprattutto nella sua terra, prima tra tutte l'istituzione dell'Università degli studi della Calabria.

Il suo pensiero alla luce dell'ispirazione e tradizione cristiana, nutrito alla fonte della cultura classica, vedeva nella politica uno strumento di mediazione tra interessi divergenti, per la realizzazione di una società più libera ed aperta. La sua capacità di sintesi lo ha visto protagonista di dialogo tra la Democrazia Cristiana e le altre forze parlamentari della Prima Repubblica, nella scia di quel confronto coesivo e creativo che portò alla nascita della nostra Carta Costituzionale e della Repubblica. Capace d'intravedere e d'individuare le linee dello sviluppo economico del Paese ha dato voce alle necessità e ai bisogni del Mezzogiorno, promuovendo e realizzando politiche che potessero emanciparlo dalla sua storia di arretratezza, di sfruttamento e di marginalizzazione.

Misasi coniugava la sua fede in un Dio trascendente con la fiducia nell'intelligenza dell'uomo, intesa non tanto, o non solo, come capacità di ragionamento astratto quanto, soprattutto come capacità di esperienza della realtà e di ricerca costante. Il "Verum ipsum factum" di vichiana memoria, traduce questa sua visione anche su quello che l'insegnamento e l'attività didattica possono e forse debbono essere, non limitandosi quindi ad una mera trasmissione di contenuti e valori teorici quanto piuttosto aiutando gli studenti a farne esperienza.

La sua apertura mentale, la profonda umanità e la sua fiducia cristiana nell'uomo, possono essere racchiuse in una frase dell'Etica di Spinoza che amava citare sempre: humanas actiones, non ridere, non lugère neque detestari, sed intelligere.

Una scuola Riccardo Misasi, deve allora instillare amore per lo studio e per la ricerca visti come strumenti idonei e sempre perfettibili della possibilità di "intelligere" i fenomeni della natura e della complessità dell'uomo.

SCUOLE MISASI

1.1. La scuola e il territorio: CONTESTO SOCIALE, CULTURALE, ECONOMICO.
L'Istituto è situato nella zona sud di Cosenza, tra la suggestiva isola pedonale di Corso Mazzini, al limite della centrale Piazza 11 Settembre, e Viale Parco, raccordo strategico tra il centro Commerciale della città e la sua naturale espansione a Nord, verso zone più residenziali e periferiche, quindi verso comuni limitrofi (Rende, Montalto…).
L'Istituto, pur  trovandosi in una zona a traffico limitato, è molto ben collegato con il resto della città, attraverso molteplici forme di mobilità (trasporto pubblico, navette comunali, car pooling).
Dalla Scuola si può facilmente percorrere a piedi tanto il centro cittadino quanto il viale alle sue spalle.
Gli allievi che frequentano l'Istituto, non provengono solo dai quartieri circostanti, ma anche da zone periferiche e seppure in misura minore per la Scuola Media, dai comuni situati nei pressi del capoluogo di provincia, per effetto anche del pendolarismo dei genitori, impegnati soprattutto nel terziario, che lavorano nel centro, area ad alta densità di attività e di uffici (banche, strutture dell'Amministrazione, attività commerciali, Ospedali, Tribunale…).
L'utenza della scuola è di estrazione medio-alta (la maggioranza dei genitori degli alunni è provvisto di laurea), orientata verso percorsi liceali prima, quindi universitari dopo.
Figli di liberi professionisti, di giovani dirigenti, di imprenditori, per i quali la sicurezza di un Tempo Prolungato risponderebbe in primis ad evidenti ragioni di convenienza. Ma non solo.


1.2. Chi siamo
La nostra scuola ha intrapreso, negli ultimi anni, un percorso di cambiamento e miglioramento continuo sviluppato su più livelli e tendente sempre all’innalzamento degli standard qualitativi dell’offerta formativa progettata ed erogata che l’hanno portata a superare il modello trasmissivo per adottare modelli aperti di didattica attiva ed innovativa affinchè a tutti gli studenti potesse essere garantito il diritto allo studio non più inteso quale semplice frequenza scolastica ma come reale possibilità di poter essere soggetto attivo di un percorso volto a garantire a tutti la pari opportunità educative e formative in termini di successo scolastico.

La scuola ha, dunque, optato per un’azione  didattica  in grado di mettere lo studente in situazioni di apprendimento continuo, rendendolo consapevole che una scuola aperta all’evoluzione dei saperi e dei metodi è in grado di cogliere e accogliere il cambiamento, permettendo alla propria comunità di modernizzare il servizio scolastico in sinergia con le richieste del territorio.

L’idea era quella di creare una scuola d’avanguardia in grado di individuare - nel territorio, nell’associazionismo, nelle imprese e nei luoghi informali - le occasioni per mettersi in discussione in un’ottica di miglioramento continuo, per arricchire il proprio servizio attraverso un’innovazione costante in grado di garantire la più alta qualità del sistema educativo.

La valorizzazione reale dei diversi stili di apprendimenti dei nostri alunni  ha permesso all’istituto “ R. Misasi”  di trasformare la fluidità della nostra attuale società in risorsa  attraverso l’utilizzo ragionato delle risorse umane e professionali  e degli strumenti digitali che hanno potenziato, arricchito e integrato l’attività didattica, motivato e coinvolto gli studenti, stimolato la partecipazione e l’apprendimento attivo, contribuendo allo sviluppo delle competenze trasversali nonché civiche e sociali. Una scuola aperta, dunque, pronta a farsi valutare per migliorare, che ha colto le opportunità offerte da progetti e iniziative promosse da più parti per sviluppare il cambiamento e puntare all’internazionalizzazione della scuola.

Il coinvolgimento e la fattiva collaborazione delle risorse umane di cui dispone l’istituto, l’identificazione e l’attaccamento all’istituzione, la motivazione, il clima relazionale ed il benessere organizzativo, la consapevolezza delle scelte operate e delle motivazioni di fondo, la partecipazione attiva e costante, la trasparenza, l’assunzione di un modello operativo vocato al miglioramento continuo di tutti i processi di cui si compone l’attività della scuola,  chiamano in causa tutti e ciascuno, quali espressione della vera professionalità che va oltre l’esecuzione di compiti ordinari, ancorché fondamentali, e sa fare la differenza; essi sono elementi indispensabili all’implementazione di un Piano che superi la dimensione del mero adempimento burocratico e ne faccia reale strumento di lavoro, in grado di canalizzare l’uso e la valorizzazione delle risorse umane e strutturali, di dare un senso ed una direzione chiara all’attività dei singoli e dell’istituzione nel suo complesso.

In continuità con le linee già tracciate la mission dell’Istituto “ Misasi ” è quella di formare giovani con teste ben fatte, in grado non solo di comprendere criticamente la complessità del reale, ma anche di intervenire consapevolmente in tale realtà. Il Liceo può divenire pertanto un luogo di apprendimento che unisce la ricerca dell’eccellenza per tutti all’utilizzo e alla sperimentazione delle più innovative metodologie didattiche entro un processo che mira alla costruzione di una comunità di apprendimento. Identità, innovazione, trasversalità, apertura all’Europa e al mondo divengono le coordinate essenziali del nostro lavoro, articolato nella progettazione condivisa come pure nella costruzione quotidiana di percorsi di crescita improntati alla personalizzazione del processo educativo.

La definizione di un quadro coerente di regole che inviti gli studenti al rispetto degli altri, della legalità e dell’ambiente, è volta a trasmettere ai giovani la consapevolezza che non vi è esercizio della democrazia laddove non sussiste un sistema equo e rigoroso di norme. In serena condivisione con l’utenza, la scuola intende pertanto applicare il senso autentico della corresponsabilità tra scuola e famiglia, implicando nella propria azione educativa il rispetto della disciplina e dei valori essenziali della società in cui viviamo.


Dove Siamo / Mappa

La scuola Riccardo Misasi ha sede a COSENZA in Via Galliano 4, nel cuore della città.

Google Map:


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La scuola e il territorio

L'Istituto è situato nella zona sud di Cosenza, tra la suggestiva isola pedonale di Corso Mazzini, al limite della centrale Piazza 11 Settembre, e Viale Parco, raccordo strategico tra il centro Commerciale della città e la sua naturale espansione a Nord, verso zone più residenziali e periferiche, quindi verso comuni limitrofi (Rende, Montalto…). L'Istituto, pur trovandosi in una zona a traffico limitato, è molto ben collegato con il resto della città, attraverso molteplici forme di mobilità (trasporto pubblico, navette comunali, servizio navetta esclusivo e di proprietà della scuola). Dalla Scuola si può facilmente percorrere a piedi tanto il centro cittadino quanto il viale alle sue spalle. Gli allievi che frequentano l'Istituto, non provengono solo dai quartieri circostanti, ma anche da zone periferiche e seppure in misura minore, dai comuni situati nei pressi del capoluogo di provincia, per effetto anche del pendolarismo dei genitori, impegnati soprattutto nel terziario, che lavorano nel centro, area ad alta densità di attività e di uffici (banche, strutture dell'Amministrazione, attività commerciali, Ospedali, Tribunale…). L'utenza della scuola è di estrazione medio-alta (la maggioranza dei genitori degli alunni è provvisto di laurea), orientata verso percorsi liceali prima, quindi universitari dopo. Visita la nostra galleria fotografica.

INSEGNARE IN INGLESE. METODOLOGIA CLIL

L’acronimo CLIL (Content and Language Integrated Learning, cioè “apprendimento integrato di lingua e contenuto”) si riferisce a iniziative in cui l’apprendimento delle lingue straniere e quello dei contenuti sono integrati nel curriculum. Il CLIL, per esempio, può riguardare l’insegnamento delle scienze naturali in lingua inglese. David Marsh, professore dell’Università di Jyväskylä in Finlandia, uno dei massimi esperti mondiali di CLIL, nella sua definizione indica bene il legame tra lingua e disciplina non linguistica: «CLIL si riferisce a situazioni in cui le materie, o parte di esse, sono insegnate attraverso una lingua straniera con un doppio obiettivo, cioè l’apprendimento del contenuto e il contemporaneo apprendimento di una lingua straniera» [1].

1. Imparare parlando, parlare imparando

Nella metodologia CLIL la lingua straniera è intesa sia come strumento didattico da utilizzare per imparare un contenuto differente dalla lingua stessa, sia come obiettivo da raggiungere mentre l’alunno la utilizza. In questo senso, l’apprendimento della lingua e del contenuto passa attraverso un vero e proprio learning by doing: si impara la lingua usandola e si usa la lingua mentre si impara, con una modalità incrociata che sembra accrescere la motivazione degli studenti all’apprendimento stesso.

Inoltre, non è irrilevante evidenziare che il CLIL permette lo sviluppo di una mentalità multilinguistica e di un’abilità alla comunicazione interculturale nel curriculum delle classi coinvolte. Questi concetti sono chiaramente illustrati da David Marsh e Gisella Langé nel breve volume Usare le lingue per apprendere e apprendere a usare le lingue: «Immaginate di imparare a suonare uno strumento musicale come il pianoforte senza poter mai toccare la tastiera, o a giocare al calcio senza avere l’occasione di dare un calcio alla palla. Per padroneggiare uno strumento musicale o il pallone è necessario acquisire sia conoscenze sia abilità. In altre parole, si impara efficacemente se si acquisiscono conoscenze e se nel contempo si fa pratica usando lo strumento. Ciò vale tanto per il calcio e per la musica quanto per la lingua. Si possono trovare occasioni per suonare il pianoforte a scuola o fuori dalla scuola, ma quali occasioni si offrono a voi o ai vostri figli di usare la lingua a scuola o a casa? Se la risposta è negativa, ciò che è stato appreso durante le lezioni di lingua straniera può andare completamente sprecato. Con il CLIL abbiamo l’opportunità di evitare che ciò accada dando la possibilità ai giovani di mettere in pratica ciò che apprendono mentre stanno apprendendo»

2. I ferri del mestiere

CLIL non significa semplicemente spiegare un contenuto in una lingua straniera anziché nella lingua madre degli alunni. CLIL significa ripensare tutto l’approccio didattico relativo all’insegnamento di quel contenuto e di quella lingua straniera ed essere in grado di mettere in pratica una metodologia didattica innovativa. Per questo, in genere l’insegnamento CLIL prevede la partecipazione degli alunni ad attività pratiche e di gruppo che presentano anche attività divertenti, al fine di favorire buone relazioni di collaborazione nell’ambiente classe e maggiore motivazione degli studenti all’apprendimento. Anche in questo senso, possiamo dire che almeno alcuni approcci del CLIL si ispirano direttamente alla teoria pedagogica del learning by doing, intesa come momento di sperimentazione attiva da parte dell’alunno. Ponendo lo studente al centro del processo di apprendimento, la lezione CLIL promuove modalità di lavoro tasked-based, oltre che un cooperative learning.

Altro “strumento” tipico della lezione CLIL dovrebbe essere la presentazione dei contenuti disciplinari in modo concreto e visivo, se possibile attraverso supporti multimediali che aiutino a focalizzare meglio le parole chiave di un testo e a memorizzare parole associate a immagini e dunque concetti riguardanti l'argomento trattato.

3. Il CLIL e le scienze

La decisione di utilizzare la metodologia CLIL applicata alle scienze – scienze naturali, informatica e tecnologia … – è sicuramente vincente. Gli alunni, infatti, sono ben consapevoli di quanto sia importante, ai fini di un futuro inserimento nel mondo del lavoro, apprendere un linguaggio specialistico in una lingua straniera, che è tipicamente la lingua inglese. Nel caso di CLIL applicato alle discipline scientifiche e tecnologiche, gli obiettivi che il docente dovrà porsi sono: lo sviluppo di un lessico specialistico, l’utilizzo in un contesto nuovo di strutture linguistiche già apprese, l’utilizzo di materiale originale in lingua straniera, la partecipazione a laboratori pratici condotti in lingua straniera e inoltre lo sviluppo di competenze specialistiche nella lingua madre e nella lingua straniera, spendibili in un’esperienza professionale sia in Italia sia all’estero.

4. In classe!

Come viene erogata una lezione CLIL? Per prima cosa la lezione inizia con un’attività di brainstorming, in modo da permettere agli alunni di recuperare nozioni già acquisite e al docente di presentare una scaletta degli argomenti che intende trattare, magari fornendo un elenco di parole e frasi chiave.

È importante che gli alunni partecipino alla lezione CLIL in maniera collaborativa e che durante l’attività didattica abbiano spazio per esprimere le proprie idee, chiaramente in lingua straniera, e per confrontarsi con i compagni e l’insegnante, ricevendo quando possibile chiari segnali del miglioramento del proprio percorso formativo. Il lavoro potrà essere organizzato in modo da promuovere attività didattiche differenti in base alle conoscenze e capacità di apprendimento di ciascuno.

5. Materiali ad hoc

La didattizzazione del materiale CLIL è sicuramente un punto cruciale in un percorso di insegnamento integrato di lingua e contenuto. Utilizziamo, indipendentemente dalla materia veicolata, supporti grafici, mappe concettuali, ripartizione in paragrafi e glossari, a sostegno della comprensione in lingua straniera, e prepariamo attività didattiche prediligendo esercizi di completamento, a scelta multipla, vero-falso, cruciverba, individuazione di parole chiave e riordino di paragrafi.

6. Il CLIL e la riforma

Nella circolare del 9 dicembre 2010 (prot. 10872) del Ministero per l’istruzione, l’università e la ricerca si ufficializza l’avvio di «attività per la formazione dei docenti di disciplina non linguistica (DN L) in lingua straniera secondo la metodologia Content and Language Integrated Learning (CLIL)», precisando che il requisito di accesso ai percorsi di formazione è il possesso di competenze linguistico-comunicative nella lingua veicolare di livello almeno B1 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue del Consiglio d’Europa (per maggiori informazioni sul Quadro consultare la voce su Wikipedia). La circolare ministeriale sottolinea chiaramente che «il docente CLIL è in grado di progettare percorsi CLIL in sinergia con i docenti di lingua straniera e/o di altre discipline». L’obiettivo della formazione è far acquisire ai docenti CLIL sia competenze linguistico-comunicative relative alla lingua straniera veicolata, sia competenze metodologico-didattiche specifiche per il CLIL; docenti già in possesso di competenze linguistiche certificate di livello C1 potranno accedere da subito alla formazione metodologica.

Religione e Cultura Cattolica

L'ora di religione nella Riccardo Misasi non è un insegnamento di qualsiasi religione, non è neanche un insegnamento delle varie forme che storicamente la dimensione religiosa ha assunto, ma si tratta dello studio della religione cattolica e dei valori cristiani cattolici nella forma garantita e difesa dalla Chiesa.

Materia alternativa

La famiglia, viene comunque lasciata di fronte ad una facoltativita' tra due offerte: la religione cattolica o la materia alternativa (approfondimento lingue straniere).
Una volta operata la scelta, questa e' vincolante per tutta la durata dell' anno scolastico.


Calendario Scolastico Regionale 2018/2019

Con DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE n. 21 del 29 marzo 2018 è stato pubblicato il calendario scolastico regionale per l’anno scolastico 2018/2019.

L’inizio delle lezioni è fissato per lunedì 17 Settembre 2018 ed il termine  per sabato 8 Giugno 2019; il calendario delle festività è determinato come segue:

-tutte le domeniche;

-il 1° Novembre, festa di tutti i Santi;

-l’8 Dicembre, Immacolata Concezione;

-il 25 Dicembre , Natale;

-il 26 Dicembre, Santo Stefano;

-il 1° Gennaio, Capodanno;

-il 6 Gennaio, Epifania;

-il giorno di lunedì dopo Pasqua;

-il 25 Aprile, Anniversario della Liberazione;

-il 1° Maggio, Festa del Lavoro;

-il 2 Giugno, Festa Nazionale della Repubblica;

-festa del Santo Patrono.

Non si effettueranno lezioni, oltre che nei giorni riconosciuti come festività nazionali, nei seguenti giorni:

- il 2 novembre 2018 Commemorazione dei Defunti;

- il 3 novembre 2018 – Ponte;

- dal 24 dicembre 2018 al 5 gennaio 2019 – Vacanze di Natale;

- dal 18 Aprile 2019 al 24 Aprile 2019 – Vacanze Pasquali;

Scarica il decreto



Refezione scolastica


Attività di Sostegno, Potenziamento e Recupero

STUDIO ASSISTITO: inizio attività ore 15.00; fine attività 17.30 da lunedi a venerdi.

CORSI DI RECUPERO: UNICAMENTE dietro segnalazione dei rispettivi consigli di classe. Frequenza sabato mattina. Servizio offerto esclusivamente agli studenti delle Scuole "Riccardo Misasi". GRATUITO.

Servizio scuolabus con pulmino o carpooling

La Riccardo Misasi al fine di agevolare la frequenza agli alunni della Scuola residenti nel Comune di Cosenza, in zone decentrate rispetto alla sede scolastica, o in uno dei comuni limitrofi, garantisce il trasporto scolastico in proprio o con affidamento esterno.

La scuola, sulla base delle richieste presentate dalle famiglie degli iscritti e compatibilmente con gli orari scolastici, predispone annualmente, su indicazione del gestore del servizio, il tragitto degli scuolabus, i punti di raccolta e le fermate.

Per il ritorno, qualora non fosse assicurata la presenza di un familiare adulto a casa, si può indicare un secondo recapito, che deve però trovarsi lungo il tragitto che lo scuolabus effettua ordinariamente.